Volevo raccontarvi una cosa che mi è accaduta in Nepal a Bhaktapur. Mi trovavo l'ultimo giorno a gironzolare per Durbar Square senza niente in particolare da cercare solo guardando lo scorrere della vita quotidiana. Cosi noto un gruppetto di 4 o 5 bimbe che avranno avuto non piu di 5 o 6 anni, piccolissime tenerissime, dolcissime, che gironzolano sole. Spero per loro che una mamma le stia aspettando da qualche parte. Giocano si rincorrono, si gridano cose ch...e mi sarebbe piaciuto tanto capire poi spariscono per apparire magicamente da qualche altra parte. Sento formarsi un nodo alla gola, continuo il mio gironzolare senza meta. Mi imbatto in una ragazzina seduta con in braccio un bimbo che non avrà neanche un anno. I nostri sguardi si incrociano, il suo è il più triste che mi sia mai capitato di vedere in una ragazzina di 14 o 15 anni. E' una stilettata al cuore, un pugno allo stomaco, ma che fare? in fondo non è mica la prima volta che mi capita. continuo cosi il mio cammino ma non faccio molta strada. mi fermo all'improvviso, mi guardo intorno entro in un negozio, cerco latte, alcuni biscotti, due banane, due mele, infilo tutto in una busta e torno indietro. Lascio il tutto alla ragazzina che accenna solo un lieve sorriso nella sua profonda tristezza. Mi allontano cercando di cacciare il magone che provo guardandola ancora da lontano. non sto qui a dire se ho fatto una cosa giusta o sbagliata, se sia servito a qualcosa, non mi importa. so solo che ho seguito il mio istinto e non potevo fare qualcosa di diverso. Cerco di distrarmi facendo alcune foto e riecco apparire le bimbe accompagnate anche da qualche bimbo non piu grande di loro. Mi viene una voglia di infilarli tutti nel mio zaino e portarmeli al ristorante. Certe volte mi chiedo perchè non lo faccio veramente. Non lo so, ma forse un giorno lo farò senza neanche pensarci su. Si sta facendo buio a Bhaktapur e non c'e' l'elettricità ad illuminare le strade e le piazze. Una bimba si avvicina, mi prende la mano, mi lascio trascinare, facciamo pochi passi e lei mi indica l'uomo della frutta. le compro 4 mandarini, con un pò di angoscia per il rischio di vedere arrivare una quantità infinità di altri bambini che avrebberò chiesto anche loro la stessa cosa. Ma questo non succede, la bimba corre in un posto dove lascia tre mandarini poi torna saltellante sbucciando il quarto, mi guarda e me ne da qualche spicchio, mangio insieme a lei, ma non so se sto ingoiando il mandarino ho il nodo che mi stringe la gola. E' notte a Bakhtapur e si accendono tante candeline e qualche luce di qualche negozio illumina le strade, meglio camminare nell'oscurità, cosi nessuno si accorge che ho gli occhi lucidi.

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